Motivi di nullità del matrimonio  

Nell'individuazione delle cause di nullità, sono certamente ammesse ragioni legate alla natura spirituale del vincolo e perciò la mera formalità di una pur corretta conduzione di un ménage matrimoniale, può ben essere vinta da un'analisi sostanziale che disveli che alla forma non era conseguita sostanziale corretta ricezione spirituale del sacramento da parte di uno o entrambi i coniugi.
Il tribunale stabilisce se un matrimonio era nullo in partenza ossia se un matrimonio realmente non c'è mai stato, e questo, perché esisteva almeno una condizione da non renderlo tale.
Le persone il cui matrimonio religioso è stato riconosciuto nullo dal Tribunale Apostolico della Romana Rota, SONO LIBERE DI RISPOSARSI UNA SECONDA VOLTA IN FORMA RELIGIOSA, anche se ad alcune di esse può essere comminato un divieto amministrativo a contrarre nuove nozze senza il consenso della Curia di appartenenza.
Per la Chiesa cattolica LA NULLITÀ SIGNIFICA CHE MATRIMONIO NON VI È STATO, pertanto esse non sono mai state sposate prima e sono quindi libere di creare un nuovo legame.
Di seguito elenchiamo più specificamente i vari motivi di nullità che sono contemplati dal codice di diritto canonico.

L'impotenza (canone 1084 c.i.c.)

L'impedimento di impotenza, disciplinato dal canone 1084 del codice di diritto canonico (c.i.c.) attiene all'incapacità, sia per l'uomo che per la donna, di porre in essere l'atto sessuale per cause di diversa natura organica (ad es. per l'uomo incapacità di erezione del membro o per la donna il vaginismo) ovvero di natura funzionale (quando l'impotenza deriva da cause psichiche).

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L'impotenza (canone 1084 c.i.c.)

L'impedimento di impotenza, disciplinato dal canone 1084 del codice di diritto canonico (c.i.c.) attiene all'incapacità, sia per l'uomo che per la donna, di porre in essere l'atto sessuale per cause di diversa natura organica (ad es. per l'uomo incapacità di erezione del membro o per la donna il vaginismo) ovvero di natura funzionale (quando l'impotenza deriva da cause psichiche).

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Incapacità per insufficiente uso di ragione (canone 1095 n. 1 c.i.c.)

Sono incapaci a contrarre matrimonio coloro che mancano di sufficiente uso di ragione.
L'uso di ragione indicato al numero 1 del can. 1095 attiene alla natura dell'atto presente quando per un motivo contingente la parte non abbia sufficiente ragione per comprendere il patto matrimoniale che sta per concludere.

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Incapacità per difetto di discrezione di giudizio (canone 1095 n. 2 c.i.c.)

L'incapacità consensuale attiene anche coloro che difettano gravemente di discrezione di giudizio circa i diritti e i doveri matrimoniali essenziali da dare e accettare reciprocamente.

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Incapacità per cause di natura psichica (canone 1095 n. 3 c.i.c.)

Attiene coloro che per cause di natura psichica, non possono assumere gli obblighi essenziali del matrimonio.
Dette cause rientrano in psicopatologie che l'antropologia richiede essere serie. Non bastano infatti delle semplici difficoltà insorte tra i coniugi per dichiarare la nullità del matrimonio.

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Ignoranza (canone 1096 c.i.c.)

Perché possa esserci un valido consenso matrimoniale, è necessario che i contraenti almeno non ignorino che il matrimonio è la comunità permanente tra l'uomo e la donna, ordinata alla procreazione della prole mediante una qualche cooperazione sessuale.

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Errore (canone 1097 § 1 e § 2 c.i.c.)

L'errore è una falsa conoscenza della realtà per cui la volontà di un atto dipende dalla convinzione dell'esistenza di una situazione di fatto che in realtà non esiste.

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Dolo (canone 1098 c.i.c.)

Il dolo è un vero e proprio inganno voluto coscientemente, relativo ad una qualità particolare che viene ordito nei confronti del coniuge per estorcergli il consenso nuziale.

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Simulazione o esclusione (canone 1101 c.i.c.)

La simulazione è una difformità tra volontà interna e manifestazione esterna. Il codice stabilisce che il consenso interno dell'animo si presume conforme alle parole o ai segni adoperati nel celebrare il matrimonio.

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Condizione (canone 1102 c.i.c.)

La condizione è una circostanza esterna da cui dipende l'efficacia di un atto giuridico.
Non si può contrarre validamente il matrimonio sotto condizione futura mentre il matrimonio celebrato sotto condizione passata o presente è valido o no, a seconda che esista o no il presupposto della condizione.

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Timore o Metus (canone 1103 c.i.c.)

Il timore è la trepidazione o l'inquietudine dell'animo a causa di un pericolo immediato o futuro.
È invalido il matrimonio celebrato solo per violenza o timore grave incusso dall'esterno, anche non intenzionalmente, per liberarsi dal quale uno sia costretto a scegliere il matrimonio.

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La forma canonica (canone 1108 e seg. c.i.c.)

Il sacerdote che non abbia i requisiti formali di delega per assistere al matrimonio può determinare una causa di nullità per difetto di forma canonica.

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Avvocato Gloria Mariano
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